In latino
In nomine Sanctae Individuae Trinitatis. Federicus II, Divina favente Clementia, Romanorum Imperator semper Augustus,
Ierusalem et Sicilie Rex. Decet Imperiali excellentiae dignitate vota suorum fidelium favorabiliter prosequi, et ea sic effectu prosequente
complere, quod exhibita ipsius gratia presentibus sit at gaudium, et posteris ad exemplum. Universis igitur fidelibus Imperii tam presentibus,
quam futuris, volumus esse notum, quod Nos attendes fidem puram et devotionem sinceram, quam Comune Pontis Tremuli, fideles Nostri, erga Nos
et Imperium semper habuisse dignoscuntur;nihilominus etiam advertentes eorum fidelia satis et grata servitia quae Nobis et Imperio semper
exhibuerunt, et quae en antea de bono in melius potuerunt exhibere; confirmamus eis, et haeredibus, et successoribus eorum in perpetuum, omnes
Terras suas, quae his finibus distinguuntur; videlicet a fauce Cisae, et a fauce Montis de Cirono infra versus Burgum Pontremuli, et ab utroque
flumine Capriae supra, sicut dividuntur Terrae Marchionum Malaspinae a Terris Communis Pontremuli per illa duo flumina, et a monte Rotondo et a monte
Gottari citra versus eundem locum Pontremuli; item a loco illo citra, qui dicitur Capra Mortua, et flumine Tarodanae citra, sicut dividuntur Terrae
Placentinorum a terris Communis Pontremuli, et a Cruce ferrea infra versus eundem locum Pontremuli, prout Terras ipsas per prenominatos fines, iuste
hactenus tenuisse noscuntur. De abundantiori quoque culminis Nostri gratia, qua fideles nostros et benemeritos digne consuevimus praevenire, concedimus,
et confirmamus dicto Communi Pontis Tremuli quidquid Feudi, et benefitii tenere et habere consueverunt ab Imperio rationabiliter usque modo cum omni jurisdictione
et honore ad dictum Commun de jure spectantibus quemadmodum ea omnia per privilegia Predecessorum Nostrorum Romanorum Imperatorum seu Regum eidem Communi concessa
fuisse plenius dignoscuntur, salva per omnia Imperii justitia. Mandamus itaque auctoritate praesentis Privilegii, firmiter statuentes, ut nulla umquam persona alta,
vel humilis, ecclesiastica, vel secularis, in praemissis omnibus dictum Commune Pontremuli, contra praesentem concessionem et confirmationem Nostram offendere, inquietare, vel molestare
praesumat; quod qui praesumpserit centum librarum auri poena incurrat, quarum medietas Camerae Nostrae, altera vero passis injuriam persolvantur, ut autem Nostra
supradicta sempre firma et illibata permaneant, praesens privilegium inde fieri, et sigillo Majestatis Nostra jussimus communiri. Huius rej testes sunt Lando venerabilis
Reginus Archiepiscopus, Conradus Ysdemerii Episcopus, frater Tobetanus Episcopus, Rainaldus Dux Spoleti, Corradus Marchio Malaspina, Thomas Come Sabaudiae et Marchio
in Italia, Comes Sifridus de' Vienna et alii quam plures. Acta sunt haec anno Dominicae Incarnationis MCCXXVI, anno Imperii ejus sexto, mense Julii, quartadecima
Indictione; imperante Domino Nostro Friderico Dei gratia invictissimo Romanorum Imperatore sempre Augusto, Hierusalem et Siciliae Rege, Regni Jerusalem primo, Regni
vero Siciliae vigesimo nono feliciter. Amen. Datum Pontremuli anno, mense, indictione praedictis.
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In italiano
Nel nome della Santa Trinità. Federico II, per Grazia di Dio, Augusto Imperatore dei Romani, re di Sicilia e di Gerusalemme.
Si addice alla dignità imperiale assecondare i desideri dei propri sudditi e così portarli a compimento perché la benevolenza mostrata sia motivo di gioia per i
presenti e di esempio per i posteri.Dunque vogliamo che sia noto a tutti i sudditi dell’Impero, sia presenti che futuri, che noi, conoscendo la fede pura e la
devozione sincera che il Comune di Pontremoli ha sempre dimostrato nei nostri confronti e nei confronti dell’Impero, non di meno consapevoli della loro fedeltà
e dei graditi servizi che ci hanno mostrato e che da qui in avanti sempre potranno mostrare, confermiamo a loro e ai loro successori “in perpetuum” tutte le loro
terre che sono indicate tra questi confini: dal passo della Cisa e dal passo del monte Cirone verso il borgo di Pontremoli, e da entrambe le Caprie così come sono
divise le terre dei Marchesi Malaspina dalle terre del Comune di Pontremoli per mezzo di quei due fiumi, e da Monte Rotondo e dal Monte Gottero verso lo stesso luogo
di Pontremoli, inoltre da quel luogo che è detto Capra Morta e dal fiume Tarodine in qua così come sono divise le terre dei Piacentini dalle terre del Comune di
Pontremoli, e, dalla croce ferrea in giù verso lo stesso luogo di Pontremoli, territorio che fino ad ora il Comune di Pontremoli ha posseduto secondo il diritto.
Secondo la benevolenza ancora più copiosa della nostra autorevolezza con la quale siamo soliti prevenire degnamente i nostri benemeriti e fedeli sudditi, concediamo
e confermiamo al detto Comune di Pontremoli qualunque feudo e beneficio abbia ricevuto giustamente dall’Impero fino ad ora, con tutta la giurisdizione e l’onore
spettanti di diritto al detto Comune, come tutte quelle cose concesse al detto Comune attraverso i privilegi dei nostri predecessori re ed imperatori salvi però
i diritti dell’Impero. Ordiniamo pertanto in base all’autorità di questo documento che nessuna persona nobile o umile, ecclesiastica o secolare, in quanto
elencato ardisca offendere inquietare o molestare il detto Comune di Pontremoli contravvenendo alla presente nostra concessione e riconferma.
Chi avrà questo ardire incorra nella pena di cento libbre d’oro di cui metà vada alla Camera Imperiale, l’altra metà a chi ha subito l’ingiuria e d’altra
parte ciò che abbiamo concesso rimanga fermo ed immutabile. Ordiniamo che venga scritto il presente privilegio e munito del nostro sigillo. Sono testimoni
all’atto: Lando Venerabile Arcivescovo di Reggio Calabria, Corrado Vescovo di Ildesaim, Frate Giovanni Vescovo di Boiano, Rinaldo Duca di Spoleto, Corrado
Marchese Malaspina, Tommaso Conte di Savoia e Marchese in Italia, il Conte Sifrido di Vienna e molti altri.
Federico per Grazia di Dio Invitissimo Imperatore dei Romani sempre Augusto, re di Gerusalemme e di Sicilia.
Dato in Pontremoli quest’anno millesimo duecentesimo vigesimo sesto dall’Incarnazione di Nostro Signore, nel sesto anno del suo Impero , nel mese di luglio. Amen
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